L’Officina delle tradizioni popolari: risultata prima in città e terza in provincia di Agrigento

L’Officina delle tradizioni popolari: risultata prima in città e terza in provincia di Agrigento

L’Officina delle tradizioni popolari, luogo di cultura istituito dal Libero Consorzio Comunale e dal Comune di Agrigento è risultata prima in città e terza in provincia di Agrigento, dopo la Scala dei Turchi ed il Teatro Andromeda nella classifica generale del Fai tra i luoghi del cuore. Ha raggiunto quasi 3400 voti, seguita dall’area di Maddalusa e dalla Biblioteca Lucchesiana. Un risultato importante che premia questo piccolo museo, curata e realizzata da Lello Casesa, dipendente dell’ente Provincia, che ha messo a disposizione il patrimonio del Val d’Akragas, d’intesa con l’Amministrazione Comunale e il Libero Consorzio di Agrigento.
Incluso nell’Ecomuseo dell’Ente Provincia insieme al Giardino Botanico, alla Biblioteca e all’ Archivio storico dell’Ente, al Palazzo della Provincia ed alla Scala reale, qualche mese addietro, lo spazio espositivo, a due passi dalla Porta Atenea, ha ricevuto la visita del sindaco Francesco Miccichè che ha incoraggiato l’iniziativa che vede oggi il suo epilogo finale.
Parte del successo é stato possibile grazie al sostegno di alcuni Istituti comprensivi della città “ Agrigento centro, Esseneto, Rita levi Montalcini e dei rispettivi dirigenti scolastici Anna Rita Gangarossa, Brigida Lombardi e Luigi Costanza, che hanno sposato l’iniziativa adottando lo spazio.
Lo spazio custodisce numerosi strumenti musicali etnici siciliani e della cultura dei diversi paesi del mondo ed è impreziosito da un teatrino dell’opera dei pupi, tradizione antichissima tramandata da generazioni.
Il Sindaco Miccichè ritiene importante sostenere tale iniziativa per tutelare e salvaguardare il patrimonio storico-culturale della terra di Sicilia e, soprattutto, della tradizione popolare siciliana.
Obiettivo futuro dovrà essere quello di potenziare ulteriormente lo spazio inserendolo nei circuiti museali e turistici della città e consentendo alle scolaresche, dopo la pandemia, di visitare l’Officina delle tradizioni culturali per rivivere un pezzo di storia dell’identità storico culturale della Sicilia.

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